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Estratto del Piano Urbanistico Comunale - 2004- artt. 11-20

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CAPITOLO  II
TIPI DI INTERVENTO - DEFINIZIONI
 ART.  11
 Interventi di manutenzione ordinaria


1. Gli interventi di manutenzione ordinaria riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture, senza alterazione di colori o caratteristiche architettoniche esterne; le opere necessarie a integrare e mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; la sistemazione delle aree di pertinenza senza modifiche essenziali delle caratteristiche costruttive.

2. Non sono ammessi incrementi della superfici agibile nè cambi di destinazione d'uso.

3. Gli interventi di manutenzione ordinaria su edifici storici negli ambiti denominati "nuclei storici" e di ambito agricolo non devono pregiudicare eventuali futuri interventi di restauro, a valere per gli edifici in muratura portante.

4. Comprendono:
·       opere di riparazione, tinteggiatura, rinnovamento o sostituzione delle finiture esterne degli edifici, quali intonaci, infissi, manti di copertura, rivestimenti, elementi di facciata, poggioli, inferriate, gronde, pluviali, canne fumarie, camini, pavimenti, recinzioni e cancelli;
·       opere di rinnovo, rifacimento o installazione di impianti tecnologici e servizi igienico - sanitari o di dispositivi isolanti o impermeabilizzanti, di condizionatori e di caldaie, con l'esclusione dell'installazione di ascensori;
·       opere di riparazione, tinteggiatura, rinnovo e sostituzione delle finiture interne degli edifici, quali intonaci, pavimenti, rivestimenti e infissi;
·       allacci a reti di servizio esistenti, anche esterne ai fabbricati, purché interrati;
·       interventi manutentori di infrastrutture, quali pavimentazioni, arredo urbano, posa di dispositivi di sicurezza e piantumazione;
·       sistemazione e arredo delle aree di pertinenza, dei terrazzi e dei terreni agricoli, comprese le canalizzazioni ed il ripristino dei muri di sostegno.
5. Per gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali sono compresi nella manutenzione ordinaria gli interventi intesi ad assicurare la funzionalità e l'adeguamento tecnologico degli impianti produttivi esistenti, sempre che tali interventi non ne mutino le caratteristiche essenziali.
6.Gli interventi di manutenzione ordinaria, aventi carattere autonomo e cioè non facenti parte di interventi più complessi di diverso tipo od ampiezza aventi un rapporto di funzionalità e di continuità con i medesimi, possono essere eseguiti senza titolo edilizio, salvo che riguardino edifici o parte di edifici soggetti a vincoli imposti da leggi a tutela di interessi artistici e storici o ambientali, nel qual caso gli aventi titolo devono munirsi, prima di dare inizio ai lavori, dei nulla osta dell'Amministrazione preposta alla tutela dei vincoli stessi.

7. Chi esegue interventi di manutenzione ordinaria si rende personalmente responsabile sia della corretta classificazione delle opere sia del rispetto delle norme regolamentari.

8. L'Amministrazione si riserva di accertare in qualunque momento la natura e l'entità delle opere eseguite e, in caso di abuso e di contrasto, di sospendere i lavori e di comminare le sanzioni previste dalle vigenti leggi.

9. Gli interventi di manutenzione ordinaria non aventi carattere autonomo sono soggetti, a seconda del tipo di intervento cui sono associati, alle pertinenti procedure previste dalla legge.

ART.  12
Interventi di manutenzione straordinaria

1. Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano le opere necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici con parziale modifica di colori, materiali e caratteristiche architettoniche esterne, nonché per realizzare impianti tecnologici, sempre che non aumentino il numero delle unità immobiliari e non comportino cambio d'uso.

2. Non sono ammessi incrementi della superficie agibile, salvo che per modesti incrementi superficiali, fino a 5 mq, per edifici adibiti ad attività industriali e artigianali, necessarie per assicurare l'adeguamento tecnologico degli impianti produttivi esistenti, senza mutarne le caratteristiche,..

3. Gli interventi di manutenzione straordinaria su edifici storici negli ambiti denominati "nuclei storici" e di ambito agicolo non devono pregiudicare eventuali futuri interventi di restauro, a valere per gli edifici in muratura portante.

4. Comprendono:
·       interventi su parti esterne di fabbricati e/o delle coperture, compresa la realizzazione di tetti a falde non abitabili;
·       interventi di ridefinizione dei prospetti mediante la modifica di parte delle bucature o l'inserimento di poggioli;
·       interventi di sostituzione, senza modifiche essenziali di arti circoscritte o fatiscenti delle orditure dei tetti e delle strutture portanti dei corpi di fabbrica;
·       inserimento di nuovi impianti tecnologici e di ascensori, quando richiedano la realizzazione di volumi tecnici;  tali impianti devono di regola essere inseriti all'interno della sagoma dell'edificio;  quando ciò nn sia possibile possono essere realizzati con soluzioni progettuali organiche rispetto all'intero edificio;
·       opere di eliminazione delle barriere architettoniche;
·       interventi di rimodellamenti e di sistemazione superficiale delle aree compresa la realizzazione di parcheggi di modeste dimensioni;
·       apertura di accessi carrabili di modesta entità;
·       interventi di sistemazione del litorale per la balneazione;
·       installazione di antenne trasmittenti e simili, di insegne pubblicitarie e di vetrine;
·       inserimento di coibentazione per il risparmio energetico;
·       inserimenti di pannelli solari per la produzione e/o il risparmio energetico.

5. Gli interventi di manutenzione straordinaria aventi carattere autonomo, cioè non facenti parte di interventi più complessi di diverso tipo ed ampiezza, aventi un rapporto di funzionalità e/o continuità con i medesimi, sono soggetti a denuncia di inizio attività nei casi di cui all'art. 21;  sono soggetti ad autorizzazione edilizia negli altri casi.


ART.  13
Interventi di restauro scientifico


1. Si applica agli edifici di rilevante valore storico-architettonico, elementi monumentali, chiese, palazzi.  Gli interventi di restauro scientifico consistono in un insieme sistematico di opere che, sulla base di una attenta analisi storico-critica e nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, ne consentono la conservazione sostanziale, valorizzandone i caratteri..

2. L’utilizzo di materiali e di tecnologie deve essere riferito agli indirizzi della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici.

3. Qualora la prescritta analisi storico critica evidenzi porzioni alterate da successiva trasformazione e prive di interesse storico artistico, alle corrispondenti parti dell'edificio, può applicarsi il restauro conservativo.

4. Gli interventi devono riguardare di norma l'intera unità edilizia; sono peraltro ammessi interventi parziali o riferiti a singole unità immobiliari a condizione che il progetto garantisca la salvaguardia degli elementi sopra citati.

5. Comprendono:
·       il restauro degli elementi architettonici e l’eventuale ripristino  delle parti alterate, crollate o demolite, la conservazione e il ripristino dei fronti principali e secondari, il restauro di legge e portici reintegrabili nell’organismo architettonico;
·       il restauro degli spazi liberi quali i chiostri, i cortili, i giardini e gli orti;
·       il restauro dell’impianto distributivo originario e degli ambienti  interni, con esclusione di frazionamenti e accorpamento che compromettano i caratteri tipologici e architettonici dell’edificio;
·       il consolidamento con sostituzione delle parti non ricuperabili mediante materiali e tecnologie compatibili con le strutture esistenti senza modificare la posizione delle murature portanti, dei solai, delle volte, delle scale e del tetto;
·       l'eliminazione delle superfetazioni e delle parti incongrue rispetto all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo;
·       l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali, nel rispetto dei criteri di cui ai punti precedenti.


ART.  14
Interventi di restauro e risanamento conservativo


1. Gli interventi di restauro conservativo consistono in un insieme di opere che, sulla base di una attenta analisi storico-critica e nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, ne consentono la conservazione sostanziale, valorizzandone i caratteri e rendendone possibile un uso adeguato anche mediante cambio di destinazione d'uso, frazionamenti e accorpamenti. Tali interventi devono essere compatibili con la morfologia e tipologia originaria degli edifici.

2. Gli interventi di restauro possono determinare incrementi della superficie agibile anche mediante utilizzo parziale di cavedi, distacchi, percorsi dismessi e soppalchi, purchè compatibili con i caratteri architettonici originali dell'edificio.
Qualora la prescritta analisi storico critica evidenzi porzioni alterate da successiva trasformazione e prive di interesse storico artistico, alle corrispondenti parti dell'edificio, può applicarsi il risanamento conservativo.

3. Gli interventi devono riguardare di norma l'intera unità edilizia; sono peraltro ammessi interventi parziali o riferiti a singole unità immobiliari a condizione che il progetto garantisca la salvaguardia degli elementi sopra citati.

4. Comprendono:
·       il restauro degli elementi architettonici, il restauro e il ripristino dei fronti principali e secondari con eventuali parziali modifiche, purchè non venga alterata l'unitarietà del prospetto e siano salvaguardati gli elementi più significativi, il restauro di logge e portici reintegrabili nell'organismo architettonico;
·       il restauro degli spazi comuni e degli ambienti interni con il mantenimento dell'organizzazione spaziale storicizzata e con esclusione di frazionamenti e accorpamenti che compromettano i caratteri tipologici e architettonici dell'edificio;
·       il consolidamento con sostituzione delle parti non ricuperabili mediante materiali e tecnologie compatibili con le strutture esistenti senza modificare la posizione delle murature portanti, dei solai, delle volte, delle scale e del tetto;
·       l'eliminazione delle superfetazioni e delle parti incongrue rispetto all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo;
·       il restauro degli spazi liberi quali i chiostri, i cortili, i giardini e gli orti;
·       l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali, nel rispetto dei criteri di cui ai punti precedenti.

5. Gli interventi di risanamento conservativo sono quelli rivolti a conservare gli organismi edilizi e ad assicurarne la funzionalità, mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con esso compatibili.

6. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo parziale degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.

7. Comprendono:
·       il consolidamento e il parziale rinnovo di parti anche strutturali dell'edificio mediante l'utilizzo di materiali e tecnologie compatibili con le strutture esistenti;
·       l'inserimento di impianti tecnologici e igienico-sanitari;
·       parziale demolizione e ricostruzione, con possibilità di rimodellazione finalizzata esclusivamente alla eliminazione di superfetazioni, al risanamento igienico-sanitario di immobili;
·       possono comprendere il restauro di elementi di pregio eventualmente presenti nell'organismo edilizio e la trasformazione di coperture piane in tetti a falde con l'eliminazione delle superfetazioni, il migliore utilizzo di locali particolari quali ad esempio sottotetti e soppalchi, l'utilizzo di cavedi e distacchi dismessi, purché finalizzati al migliore inserimento ambientale degli edifici e solo se compatibili con la morfologia e tipologia originaria degli edifici.

8. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo sono soggetti a denuncia di inizio di attività nei casi previsti dall'art. 26; negli altri casi sono soggetti ad autorizzazione edilizia.

ART.  15
Interventi di ristrutturazione edilizia

1. Si definiscono interventi di ristrutturazione edilizia quelli volti  a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme di opere che possono portare a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

2. Comprendono:
·       il ripristino o la sostituzione degli elementi costitutivi dell'edificio;
·       la demolizione e ricostruzione solo parziale.
·       la demolizione e fedele ricostruzione.

3. Gli interventi di ristrutturazione di interi edifici devono garantire la sistemazione idrogeologica della superficie asservita, ivi compresa la manutenzione dei corsi d'acqua pubblici interni o posti lungo il confine.

4. La facoltà di effettuare cambio d'uso, frazionamenti e accorpamenti è disciplinata in ogni singola sottozona del PUC.

5. Per ogni incremento di superficie realizzato o frazionamento è posto l'obbligo di dotazione di parcheggi di pertinenza secondo i parametri definiti dal successivo articolo 31, in base alla destinazione d’uso.

ART.  16
Interventi di ristrutturazione edilizia leggera


1. Sono interventi rivolti al recupero del patrimonio edilizio che, seppure privo di importanti elementi di interesse storico e architettonico rappresenta per la sua tipologia il rapporto con il tessuto edilizio circostante e le aree libere, documento storico della cultura materiale e dello sviluppo insediativo; si caratterizzano per la valorizzazione degli aspetti urbanistico-architettonici mediante:
·       restauro e ripristino delle parti originali e/o di pregio architettonico e decorativo mantenendo inalterati i volumi e le altezze esistenti;
·       salvaguardia, ripristino e valorizzazione degli spazi scoperti tramite la posa di pavimentazioni adeguate prevedendone idonei usi che valorizzino il rapporto tra l'area libera e il fabbricato;
·       sistemazioni e modifiche ai fronti atte ad assicurare l'integrità dei prospetti e la valorizzazione del sistema di aperture sugli spazi pubblici prevedendo il recupero e la valorizzazione degli elementi architettonici originali o di pregio qualora esistenti;
·       il ripristino o la sostituzione degli elementi strutturali, dei collegamenti verticali, dei solai, delle coperture, utilizzando materiali e tecnologie coerenti con le esigenze di conservazione edilizia ed ambientale conservando gli elementi di interesse storico-architettonico;
·       l'utilizzazione ad uso residenziale dei sottotetti in conformità a quanto previsto dal regolamento edilizio con divieto di sopraelevare le coperture originarie;
·       modifiche dell'impianto distributivo interno, conservando ove presenti, elementi tipologici di particolare pregio (vani scala, solai, etc.);
·       inserimento di impianti tecnici nel rispetto degli elementi di pregio architettonico.

2. L'intervento di ristrutturazione leggera non può comportare:
·       la totale sostituzione dell'organismo edilizio precedente;
·       la compromissione delle caratteristiche tipologiche, architettoniche e dimensionali dell'esterno dell'edificio, nonché gli elementi di valore storico-architettonico eventualmente presenti nell'organismo edilizio;
·       il mutamento delle destinazioni d'uso incompatibili con le caratteristiche indicate nel punto precedente;
·       limitatamente agli edifici a destinazione residenziale, un incremento del numero dei vani, con esclusione dei locali destinati a servizi accessori, superiori ad un terzo di quelli preesistenti nell'unità immobiliare oggetto dell'intervento, fermo restando in ogni caso l'obbligo di osservanza dei requisiti prestazionali dell'edilizia residenziale prescritti dalla vigente normativa statale e regionale.

3. Per ogni incremento di superficie realizzato o frazionamento è posto l'obbligo di dotazione di parcheggi di pertinenza secondo i parametri definiti dal successivo articolo 30, in base alla destinazione d’uso.

ART.  17
Interventi di demolizione e ricostruzione


1. Si definiscono tali gli interventi di demolizione e ricostruzione totale di edifici preesistenti che vengono sostituiti con nuovi edifici nell'ambito del lotto.

2. La realizzazione delle parti interrate degli edifici ricostruiti è deve essere effettuata solo dopo verifica di compatibilità idrogeologica e idraulica.

3. L'edificabilità viene quindi riferita alla superficie agibile dell'edificio preesistente.
4. Gli interventi di demolizione e successiva ricostruzione di interi edifici devono garantire la sistemazione idrogeologica della superficie asservita, ivi compresi i corsi d'acqua pubblici interni o posti lungo il confine.

5. Gli interventi di demolizione e ricostruzione sono soggetti a concessione edilizia  [p] permesso di costruire e sono assimilati alla ristrutturazione edilizia ai fini determinazione degli oneri concessori, degli standard urbanistici e di tutti gli aspetti specificati nelle presenti norme.

6. Sono consentiti interventi di demolizione e ricostruzione, anche attraverso l’accorpamento di volumi esistenti regolarmente ammessi, condizionata al miglior inserimento ambientale, senza cambio di destinazione d’uso. Tale riqualificazione ambientale deve essere dimostrata attraverso uno Studio Organico d’Insieme (SOI).

 ART.  18
Interventi di nuova costruzione


1. Gli interventi di nuova costruzione riguardano la costruzione di nuovi edifici fuori terra o interrati nonché la ricostruzione di edifici preesistenti diruti, ove prevista da specifiche norme di PUC.

2. Gli interventi di nuova costruzione devono garantire la sistemazione idrogeologica del lotto asservibile o del relativo fondo agricolo, ivi compresa la manutenzione dei corsi d'acqua pubblici interni o posti lungo il confine.

3. La realizzazione delle parti interrate degli edifici ricostruiti è deve essere effettuata solo dopo verifica di compatibilità idrogeologica e idraulica.

4. Sono altresì assimilati agli interventi di nuova costruzione:
·       l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di involucri di qualsiasi genere; l'utilizzo di terreni a deposito di manufatti, rottami, automezzi in demolizione, roulottes, campers, case mobili, box prefabbricati e simili;
·       l'utilizzo, mediante opere edilizie o allacci ai servizi di rete, di roulottes, case mobili e simili come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili;
·       le varianti in corso d'opera relative ad interventi di nuova costruzione tali da costituire un'opera integralmente diversa da quella approvata per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione ovvero relative a volumi edilizi previsti oltre i limiti indicati nel progetto approvato e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile.

5. Gli interventi di nuova costruzione sono soggetti a concessione edilizia, salvo il caso della creazione di parcheggi di pertinenza quando siano soggetti alla denuncia di inizio di attività.


ART.  19
Opere interne

1. Le opere interne sono quelle che non comportano cambio d'uso, modifiche della sagoma della costruzione o dei prospetti né aumento della superficie agibile e del numero delle unità immobiliari e non recano pregiudizio alla statica dell'immobile.

2. Le opere interne sono soggette a relazione asseverata contestuale all'inizio dei lavori, o a denuncia di inizio di attività nei casi ammessi.

3. Per gli edifici di interesse storico-ambientale, il tipo d'intervento "opere interne" non potrà prevedere la modifica di tramezzature che alterino la leggibilità degli spazi architettonici (ambienti voltati), la demolizione di volte e solai, di scale, e la demolizione anche parziale di muratura principale anche se al fine di riaccorpare spazi interni con quelli di superfetazioni.

ART.  20
Verande e sottotetti


1. Le verande non possono essere  realizzate su terrazzi di copertura che si estendono sull’intera area di un edificio ove non esistano vani residenziali allo stesso livello.

2. Nel caso in cui la formazione di sottotetti sia conseguente alla richiesta di realizzazione di un nuovo tetto a falde che protegga l’originaria copertura piana di un edificio, entrambe le realizzazioni devono riguardare l’intera area dell’edificio e non parte di essa, ferma restando la possibilità di realizzare terrazzi a pozzo e abbaini
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