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Domenica 25 settembre Massimo Wertmüller di scena ad Albisola Superiore

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Eneide

Domenica 25 settembre 2016, alle 21.00, nell’area archeologica Alba Docilia ad Albisola Superiore, Massimo Wertmüller sarà di scena nell’ambito della rassegna teatrale “Eneide - un racconto mediterraneo”, da un progetto e per la regia di Sergio Maifredi e a cura del Teatro Pubblico Ligure.

Massimo Wertmüller reciterà il libro II dell’Eneide “Troia espugnata”. Presentazione di Giovanna Rolandi, Assessore alla Cultura del Comune di Albisola Superiore.

Considerata la natura del sito l’ingresso è consentito sino ad esaurimento posti. E’ consigliato l’uso di calzature all’area archeologica.

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà nella vicina Chiesa di San Pietro.

L’evento, nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio 2016, è realizzato dal Comune di Albisola Superiore, con il contributo di Ubi Banca Banca Regionale Europea di Albisola Superiore, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le Province di Imperia, La Spezia e Savona ed inserito nel progetto STAR, il Sistema Teatri Antichi Romani.

Il Sistema Teatri Antichi Romani è un progetto del Teatro Pubblico Ligure, nato nel 2014 in accordo con la Soprintendenza ai beni Archeologici della Liguria, con la Regione Liguria e in collaborazione con i Comuni di Albenga, Albisola Superiore, Chiavari, Ortonovo, Ventimiglia e con il Goethe Institut Genua che vede protagonisti i siti archeologici dei teatri romani della Liguria e le Ville romane.

In “Troia espugnata” la poesia di Virgilio appare come una drammatica cronaca attuale: città in fiamme, profugo, esule, barca, mare. Sono parole che, nude e scarne, creano un ponte tra la distanza altrimenti astratta tra noi ed Enea.
I Troiani in fuga dalla città in fiamme raggiungono Cartagine e qui vengono accolti da Didone. Durante il banchetto, Enea racconta la sua storia e le sue vicende e i fatti che hanno provocato il fortuito arrivo della sua gente da quelle parti, a partire dalla caduta di Troia. L'astuto Ulisse aveva trovato il modo di riuscire ad entrare nella città facendo costruire un enorme cavallo di legno, che avrebbe racchiuso, nascosti al suo interno, lui e alcuni dei migliori guerrieri greci. I Troiani, all'oscuro di tutto, ingannati dal greco Sinone che aveva millantato loro la partenza dei greci (poi rivelatasi falsa) e incuriositi dal cavallo, avevano deciso di trasportarlo dentro le mura della città, incuranti delle profezie di Cassandra e di Laocoonte.
Usciti nottetempo dal cavallo, i guerrieri greci mettono Troia a ferro e fuoco. Enea, svegliato all'improvviso dal fantasma di Ettore vede con orrore che cosa sta succedendo. Radunati alcuni guerrieri, organizza la fuga dalla città.
Enea racconta quindi la sua fuga con il figlio Iulo e il vecchio padre Anchise caricato sulle proprie spalle: la moglie Creusa che non riesce a fuggire con loro e muore nella città in fiamme appare come ombra a Enea, raccomandandogli di vigilare sempre sul loro figlio.

 

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